



Energia da biomasse
Attenzione agli improvvisatori!
L’elevato rendimento delle centrali a biomasse ha acceso molto interesse ed ha indotto numerosi operatori a buttarsi nel business senza esperienza, spesso proponendo l’uso di tecnologie (i motori in particolare) non adeguate. Pertanto, è fondamentale la scelta del “partner giusto”, al quale affidare la progettazione e la realizzazione della centrale.
Tre fattori di successo
Gli incentivi e le tariffe, infatti, sono evidentemente legati alla quantità di energia elettrica prodotta dalla centrale. Pertanto, è indispensabile che la centrale sia fondata su tecnologie affidabili e sperimentate che garantiscano elevata efficienza.
Gli elementi da valutare, pertanto, sono tre:
- efficienza energetica/rendimento (rapporto ottimale tra la quantità di energia prodotta ed il combustibile consumato);
- costi di gestione e di manutenzione contenuti;
- flessibilità: possibilità di utilizzare combustibili diversi (oli vegetali ed animali).
L'esperienza conta!
Termoindustriale è leader nel settore delle centrali a biomasse. Ha già progettato e costruito nove centrali ECO.ti ad oli vegetali ed altre dieci sono in fase di realizzazione.
Le centrali ECO.ti (fino a 50 MWe) sono un business di sicuro valore perché Termoindustriale non si limita a costruire la centrale, ma fornisce preziosa assistenza: dalla gestione delle pratiche autorizzative, fino all'approvvigionamento diretto di oli combustibili, a prezzi controllati.
Investire nelle rinnovabili conviene
Per effetto della cosiddetta direttiva comunitaria “20-20-20”, tutti i Paesi membri dovranno raggiungere, entro il 2020, il 20% della produzione di energia, da fonti rinnovabili. In particolare l'Italia deve raggiungere il 17% ed è molto in ritardo e, pertanto, il recupero del "gap" impone la creazione di una vasta rete di generatori, diffusa nel territorio.
Condizioni migliori per gli investitori italiani.
L’Italia è fra i primi posti, in Europa, per le agevolazioni concesse alle energie rinnovabili. E ad esse si aggiunge la recente Direttiva europea 2009/28/CE che impone anche l’abbattimento delle barriere amministrative, per la semplificazione dei procedimenti di autorizzazione e la riduzione dei relativi tempi.
Il settore delle energie rinnovabili si conferma così una delle poche aree d’investimento in grado di assicurare ritorni congrui, sia che l’investitore utilizzi l’energia per soddisfare propri fabbisogni energetici, sia che venda l’energia prodotta alla rete nazionale.
Valutare l'investimento
Il ritorno dell'investimento in una centrale da biomasse è determinato da diverse componenti fondamentali di ricavo:
- il valore dell'energia elettrica venduta al G.S.E. (Gestore Servizi Elettrici), secondo il regime del "ritiro dedicato";
- il valore dei Certificati Verdi che il G.S.E. riconosce ad ogni impianto, per i primi quindici anni di esercizio;
- la cosiddetta "tariffa omnicomprensiva" che può essere scelta in alternativa ai Certificati Verdi, nel caso di impianti di taglia inferiore a 1 MW;
- ove sia possibile sfruttare anche l'energia termica prodotta dalla centrale, o di trasformarla in energia frigorifera (trigenerazione), entrano in gioco importanti risparmi energetici, insieme al valore dei Titoli di Efficienza Energetica (Certificati Bianchi) che premiano tali risparmi.
Energia che coniuga vantaggi economici e rispetto dell'ambiente.

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